Fuori dal solco

Ask me anything   Submit   pensieri usciti dal solco della ragione in virtù di stati mentali confusionali in cui l'attenzione, la percezione e la cognizione del soggetto appaiono significativamente ridotti

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    "Dobbiamo assumerci l’impegno di non essere mai più complici di Caligola quando vorrà nominare proconsole il suo cavallo"

    Pamphlet dal pianeta delle scimmie - Manuel Vázquez Montalbán

    — 10 mesi fa
    Autoassoluzioni e altre splendide sconfitte

    E’ vero che la storia non ha scolari.

    L’unico affanno della sinistra in questi giorni post disfatta elettorale è quella di dimostrare come Grillo abbia preso milioni di voti soggiogando dei troll su internet nello stesso modo in cui decenni fa cercava di dimostrare che Berlusconi prendeva milioni di voti grazie alle casalinghe affascinate dalle sue televendite.

    Allora non capì che Berlusconi era un esigenza del Capitale e su quel piano andava combattuto, oggi non capisce che Grillo ha convogliato milioni di persone su temi di sinistra e che riscoprendo quei temi va combattuto.

    Mentre Grillo parla di temi anti-sistema, mentre Grillo parla di “decrescita” e di “Salario Garantito” noi ci mettiamo ad inseguire sbirri e giudici.

    Forse non lasciare questi temi Anti Liberisti al Movimento 5 Stelle e riscoprirci come forza Anti Capitalista sarebbe un passo, altrimenti possiamo convincerci ancora che abbiamo di fronte solo un imbonitore, passato dalla Televisione al Web, il nostro compito sarà molto più semplice, costruiremo altre splendide sconfitte di cui sappiamo già come assolverci.

    — 1 anno fa con 1 nota
    #grillo  #sinistra  #m5s 
    "Sta storia di Gesù che esce il venerdì sera, con 12 uomini e torna il lunedì pomeriggio, con una faccia come se fosse morto e risorto…beh, io l’ho fatto per una vita, ma non ho mai pensato di fondarci sopra una religione."
    — 1 anno fa con 448 note
    "Esser stronzi è dono di pochi, farlo apposta è roba da idioti."
    Zen Circus (via laperlaacida)

    (via tattoodoll)

    — 2 anni fa con 106 note
    "è un po’ di tempo ormai che vendiamo solo sangue e compriamo solo merda"
    Lo Stato Sociale - Mi sono rotto il cazzo
    — 2 anni fa con 1 nota
    "Non è la marcia su Roma, certo; o non ancora. Ma un governo tecnico messo di fronte a tensioni sociali crescenti non diventerà prima o poi, per ragioni puramente “tecniche”, un governo autoritario?"
    Gianni Vattimo
    — 2 anni fa
    "Giovanardi? Come uno che ti caga in salotto."
    — 2 anni fa con 47 note
    ma quali Black Bloc

    in Grecia c’è il popolo che brucia, la rabbia è nella strade. I Black Bloc esistono solo nelle copertine dei vostri telegiornali. Se a voi servono colpevoli a noi serve solo un po’ di rabbia greca…

    — 2 anni fa con 4 note
    "Negli anni ottanta sul manifesto uscirono dei miei racconti in una rubrica curata da Gianni Celati, ma io non leggevo il giornale, perché invaghito solo di libri e di luoghi. A volte siamo bravissimi a tenerci lontani dalle cose a noi più vicine. Il Manifesto riguarda tante persone, solo che queste persone non lo sanno.
    Frequento paesi in affanno e adesso scrivo assai spesso su un giornale in affanno. L’affanno è doloroso, ma è un segno di vita, la vita che sfugge appena ci si allontana dall’orlo, appena si prende la via dell’agio e della sicurezza.
    La militanza di sinistra oggi non può non essere affannata e incerta. Inutile esibire una forza che non abbiamo, inutile aspirare alla remissione dei nostri mali. Dobbiamo restare sull’orlo, trasformarlo in un belvedere da cui cambiare il mondo. Il Manifesto come punto di raduno delle creature che sentono sulla propria pelle il peso di un’epoca che si disfa in diretta. Da un giorno all’altro la tumefazione è più grande, il corpo sociale più spento. Forse il giornale deve diventare sempre di più il luogo di chi sente che questo mondo è morto e che bisogna con urgenza farne un altro. Leggerlo e farlo leggere per partecipare al fervore di questa costruzione, più che per farsi cronisti di questi morti che non si lasciano inumare.
    Mi pare una bella idea lasciare il Manifesto nello studio di un medico, dal notaio, alla stazione, in una salumeria, in una sala giochi. Comprare il giornale e non tenerselo in casa. Leggerlo la mattina e portarlo in giro il pomeriggio, dimenticarlo e aspettare la storia che arriva il giorno dopo, ma deve essere una storia di naufraghi che parlano ad altri naufraghi, deve essere una storia in cui davvero ogni giorno può essere l’ultimo. Un grande filosofo diceva che quando il pericolo è più grande arriva ciò che salva. Il pericolo è grandissimo, non solo per il manifesto, per tutti noi. Il malessere ha preso il comando delle nostre esistenze e nelle stanze del potere nuovi nemici hanno preso il posto dei vecchi. A me Monti più che un primo ministro pare un amministratore delegato. Sicuramente è uno che conosce il mestiere e lo fa bene. Siamo noi che non facciamo bene il nostro che non è solo quello di militanti e di lettori. Per salvare noi stessi e il Manifesto dobbiamo diventare uomini nuovi. Essere di sinistra non basta, rischiamo di trovarci dalla stessa parte dei nostri nemici, che non leggono perché a loro il mondo va bene così, con pochi pensieri e molte merci."
    — 2 anni fa con 2 note